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Il vaso di Pandora

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Description: La ricerca del senso della vita al di là del Bene e del Male.
Format: RSS 2.0
Feed URL: http://feeds.feedburner.com/IlVasoDiPandora/?feed=rss2
 
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Il vaso di Pandora

14 luglio 2009, data storica: primo sciopero dei blogger
Sat, 04 Jul 2009 19:04:19 +0200

C'è sempre una prima volta, e il blog Il Vaso di Pandora non poteva perdere questo appuntamento. Ho sempre sostenuto il diritto allo sciopero sancito anche dalla nostra meravigliosa Costituzione, quindi non faccio alcuna fatica ad aderire senza riserve a questa giornata storica. Condivido la scelta della data voluta dai giornalisti perché richiama la presa alla Bastiglia, ovvero la conquista, da parte dei rivoluzionari francesi, del simbolo dell'oppressione. Condivido le parole del blogger Gilioli, promotore dell'iniziativa: Ecco, io credo che in questa occasione la storica antipatia che la gran parte dei blogger nutre nei confronti dei giornalisti dovrebbe essere messa da parte. Non solo perché il bavaglio in questione colpisce tutti i media, nessuno escluso, ma anche perché il ridicolo obbligo di rettifica inserito nel decreto medesimo andrà a colpire e a soffocare chi blogga, chi twitta, chi immette contenuti nei siti di condivisione e via dicendo. Guido Scorza, che insegna informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, parla senza giri di parole di «una legge ammazza-internet». Del primo sciopero dei blogger ne parlano anche i media tradizionali: Repubblica, l'Ansa, Sole24ore, Giornaleradio ed altri. Per i blogger che desiderano aderire in maniera ufficiale consiglio di fare riferimento al post di Gilioli  che ho già segnalato e di iscriversi a Diritto alle rete. E' un buon modo per contarci e per capire in quanti siamo ad aver aderito all'iniziativa. Oltretutto è un sistema per coordinarci. In alto a sinistra c'è il banner dell'iniziativa, consiglio di inserirlo nei vostri blog e di scaricarlo dal sito Diritto alla rete, inoltre sono in circolazione altri banner interessanti che potete trovare sul blog Piovono Rane. Io ho scelto questo perché mi piace di più. In bocca al lupo e tutti uniti contro gli attentatori alla libertà di stampa e di espressione! Altri post sull'argomento: il 14 luglio sciopero dei blogger, 14 luglio, sciopero dei blogger: io aderisco, Primo sciopero italiano dei blogger, 14 luglio sciopero dei blogger, Chiuso per sciopero Chiuso per sciopero, parte la protesta dei blogger italiani, Sciopero dei blogger Pubblicato da Tisbe | Commenti Tag: news, internet, vaffanculo, rabbia, blogosfera, solidarietà, 14 luglio, guerre giuste, sciopero blogger                                                             
Tutta la nostra storia e centomila morti
Tue, 30 Jun 2009 08:42:57 +0200

Tra le mie cose ho ritrovato un pezzo di carta ingiallito. Me lo portavo dietro dappertutto da quando avevo 14 anni. Leggendolo mi sono commossa, pensando a me, alla mia sensibilità, al mio interesse per l'umanità. Mi sono commossa pensando che non sono cambiata; che tutti gli eventi infausti della mia vita non sono riusciti a distruggere i miei sogni ed il mio idealismo. Mentre le mie coetanee leggevano i fotoromanzi (erano il fenomeno del momento) io leggevo la costituzione, grandi autori e se riuscivo a comprarlo L'Espresso. Ovviamente mi sentivo diversa dalla massa e molto sola. Oggi, però, sono fiera di me, soprattutto perché non mi sono mai omologata: sono rimasta libera e non ho mai perduto la mia dignità, neanche nei momenti peggiori. In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, tutte le nostre sciagure, le nostre glorie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane… E quando io leggo nell’art. 2 “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e  sociale”; o quando leggo nell’articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, la patria italiana in mezzo alle altre patrie…ma questo è Mazzini! Questa è la voce di Mazzini! O quando io leggo nell’art. 8: “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”, ma questo è Cavour! O quando io leggo nell’art. 5: “la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”, ma questo è Cattaneo!; o quando nell’art. 53 io leggo a proposito delle forze armate: “l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”, esercito di popolo; ma questo è Garibaldi! E quando leggo nell’art. 27: “non è ammessa la pena di morte”, ma questo, o studenti milanesi, è Beccarla! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani… Ma ci sono anche umili voci, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione!Dietro ad ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta, Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.   (Piero Calamandrei, Discorso sulla Costituzione, 1955)Pubblicato da Tisbe | Commenti (17) Tag: riflessioni, storie, per non dimenticare                                                             
Berlusconismo: psicosi collettiva
Mon, 29 Jun 2009 11:16:20 +0200

Con le geniali parole di uno degli studiosi più amati ed ammirati da me (mi dispiace deludere chi più volte nei miei commenti ha scritto che invidio la ricchezza e le escort), delineo la malattia che ha contagiato l'Italia e che si chiama berlusconismo. Niente di nuovo sotto questa follia Sopportiamo male tale psicosi quando un individuo la impone, ma diamo talvolta la vita per lei quando diviene collettiva. I nostri comportamenti sociali traducono spesso malattie in modelli giganteschi, o sommano numerosi atomi o elementi che, presi separatamente, si riducono alla morbosità. La follia, la grande follia, assomiglia sempre, più o meno, all'atteggiamento di colui che vuole diventare re e comincia ad identificarsi con il sole. La gente non s'inganna pensando il folle come colui che si ritiene Napoleone. Ora, non è sempre detto che si inganni colui che si crede tale. [...] Il collettivo si aduna e si riconosce attorno al potente che fa in modo di essere preso per autentico. Se ci riesce, eccolo incoronato imperatore; se fallisce lo si designa come folle! La parete che separa le due scadenze decisive, è piuttosto sottile. (Michel Serres)Pubblicato da Tisbe | Commenti (10) Tag: riflessioni, filosofie, attualità, berlusconi badge                                                             
Face 'buono Berlusconi, accussì ce 'mbarammo re lo votà
Fri, 26 Jun 2009 18:09:57 +0200

Mi trovavo in farmacia. Negli ultimi tempi è diventata la mia seconda casa. Un signore anziano ha consegnato l'impegnativa per un farmaco al farmacista, e questi gli ha comunicato che avrebbe dovuto integrare con 10 euro. Il signore si è ribellato adducendo che il farmaco era sempre stato gratis. Al che il farmacista ha detto: "ma non l'avete capito che piano piano ci toglieranno tutto!". E il signore visibilmente indignato ha esclamato: "E face 'buono Berlusconi, accussì ce 'mbarammo re lo votà!". I nodi stanno venendo al pettine e la gente comincia a dare segni di nervosismo ovunque: alle Poste, sugli autobus, nelle sale d'attesa dei medici, ovunque è un parlar male di Berlusconi e del suo governo, e francamente non si capisce da dove siano usciti i 10milioni di voti. La gente comincia a saggiare la sferza berlusconiana. Si sta accorgendo che la morsa fiscale è aumentata rispetto al governo Prodi, l'inflazione è galoppante, il Pil peggio che andar di notte; le aziende chiudono e licenziano perché non riescono a ottenere credito, le manovre anticrisi sono inesistenti; l'eliminazione dell'Ici sta costando cara non solo ai comuni, ma indiscriminatamente a tutti i contribuenti, perché pagano un addizionale comunale all'irpef lievitato terribilmente. La lista delle porcate del governo berlusconiano è lunghissima, ci vorrebbero 100 post per descriverle tutte. E' un lavoro troppo faticoso. La caduta di berlusconi equivarrebbe ad una possibilità per questo sfortunato paese stretto nella morsa della crisi economica e nella perdita di diritti faticosamente conquistati nel secolo scorso.Pubblicato da Tisbe | Commenti (37) Tag: politica, attualità, berlusconi badge                                                             
No alle "quote escort"
Sun, 21 Jun 2009 23:45:54 +0200

Avviso ai lettori: post telegrafico! Ero già contraria alle quote rosa perché in un paese senza barriere di genere la presenza delle donne nei ruoli di dirigenza dovrebbe essere un fatto spontaneo, e non guidato dalle dirigenze di partito come una sorta di elemosina al sesso debole. Sono assolutamente contraria alla nuova tendenza nazionale. Davvero la politica italiana sta conoscendo il suo periodo più becero riguardo i diritti e la dignità delle donne, da quando Berlusconi ha introdotto un nuovo sistema per favorire l'ingresso delle stesse in politica: la "quote escort"Pubblicato da Tisbe | Commenti (14) Tag: politica, riflessioni, news, cronaca, attualità, berlusconi badge                                                             
Il grande successo del capitalismo: un miliardo di affamati
Sat, 20 Jun 2009 12:22:21 +0200

Sono indignata! Non ho più parole ma solo lacrime per esprimere il dolore che provo osservando gli effetti del capitalismo globale e del liberalismo. Non capisco gli esseri umani. Non capisco la corsa alla ricchezza sapendo che farà milioni di morti di fame. Non capisco l'egoismo irrefrenabile di una fetta del genere umano. Non capisco questa assenza vergognosa di pietà. Vorrei avere tanti soldi per sfamare quella parte di umanità sfortunata, sfruttata e annichilita dai soliti predatori capitalisti. Vorrei avere la forza di ristabilire un po' di giustizia in questo mondo di lupi famelici che fa scempio dei più deboli e dei più indifesi. Non capisco l'indifferenza! Qualche giorno fa mi sono presa con una donnetta del Pdl, su un profilo Facebook, la quale sosteneva che non vota a sinistra perché non vuole diventare povera. Già, lei preferisce che a pagare la sua illusione di stabilità e  di ricchezza siano i bambini poveri, con la loro vita. Non riesco a comprendere la logica feroce, disumana e disumanizzante degli elettori del Pdl. Si fanno difensori dei Valori del Cristianesimo e poi avallano i respingimenti, eppure Cristo non ha mai respinto nessuno. No, non chiedetemi di capire questa gente... non chiedetemi di capirli quando sostengono che la sinistra porta la miseria. Loro stanno portando la MORTE! Questi signori del Pdl saranno pure "belli e profumati" come li ha definiti Berlusconi, ma portano addosso l'odore vergognoso della sofferenza altrui e della morte di innocenti... e quell'odore li marchierà a vita! E' inutile che non si credano responsabili di quello che sta accadendo. La loro difesa del potere, del più forte, del capitalismo e del liberalismo, li conduce dritti dritti sul banco degli imputati. E verrà il giorno in cui un giudice severo (non la solita toga rossa tanto per citare le esagerazioni del premier) li condannerà senza pietà. Perché sono così indignata? Per una notizia che è arrivata ieri, ma che già si conosceva da tempo. Come ogni anno sono arrivati a dati della Fao sulla fame nel mondo: per la prima volta nella storia umana soffre la fame più di un miliardo di persone, un sesto della popolazione del pianeta. È la stima della Fao, l'agenzia dell'Onu per l'agricoltura e l'alimentazione. Ecco il trionfo del capitalismo che prende la sua forza succhiando la vita di un miliardo di innocenti. Ecco che cade la maschera sul sistema politico difeso ad oltranza dagli anticomunisti. E' un bellissimo mondo quello prodotto dal capitalismo e dal liberalismo. Certo è bello per chi frequenta i festini di papi; e bello per l'utilizzatore finale; è bello per chi ama crogiolarsi negli scandali... ma non è bello per un miliardo di esseri umani!Pubblicato da Tisbe | Commenti (17) Tag: politica, riflessioni, storie, cronaca, attualità                                                             
L'umanità ha inizio con il ritegno
Fri, 19 Jun 2009 17:19:51 +0200

La lettura che vi propongo spiega nel miglior modo possibile perché la strada intrapresa dall'umanità con il capitalismo e il liberalismo sia sostanzialmente sbagliata. Si tratta di un percorso che può portare solo alla morte, alla fine della molteplicità... alla termine della vita. Immaginate la Terra coperta da miliardi di lucertole press'a poco identiche o una spiaggia sterminata sotto granchi grigi brulicanti senza alcuno spazio vuoto, tutti in preda alla crescita verticale della riproduzione. O, ancora, lo spazio invaso da una rete inestricabile di liane intrecciate, di una sola famiglia, o di ratti di un solo odore o di formiche di uguali costumi politici. E questi ratti, queste lucertole, che cosa mangeranno quando avranno vinto la famosa guerra per la vita: non vivranno più che in un ambiente esclusivo di ratti o di lucertole? Vivranno le lucertole? Già, vivranno le lucertole? Chiaro che no. Eppure la tendenza del partito della Lega italiana è proprio quello di eliminare le diversità, dimenticando che è sulla diversità che si fonda il principio vitale. Anche il capitalismo tende a distruggere, attraverso azioni predatorie, le varie diversità. Per non parlare del liberalismo che tiene conto solo della presenza dell'essere umano vincente, quello capace di sorpassare l'altro, dimenticando che l'unica speranza di sopravvivenza per l'uomo, non è di superare l'altro, ma di superare se stesso! Noi pianifichiamo il mondo per noi soli, animali ormai esclusivamente politici, inesorabili vincitori della lotta per la sopravvivenza, chiusi per sempre nella città costruita illimitatamente, coestensiva al pianeta. [...] La specie uomo vince, regnerà, non diffida di se stessa, non ha ritegno, non risparmia né la sua potenza, né la sua scienza, né la sua politica. L'ominità deve imparare questo ritegno, pudore e vergogna; la sua lingua deve imparare la litote; la sua scienza deve imparare il riserbo. Perseverare senza sosta nel proprio essere o nella propria potenza è una caratteristica della fisica dell'inerte e dell'istinto delle bestie. Indubbiamente l'umanità ha inizio con il ritegno. L'umanità non è ancora cominciata. Tocca al nuovo comunismo inaugurarla. (Testi tratti da Il Mantello di Arlecchino di Michel Serres)Pubblicato da Tisbe | Commenti (3) Tag: politica, riflessioni, filosofie, attualità                                                             
L'ultima lettera di Camillo Torres
Wed, 17 Jun 2009 11:54:44 +0200

Molte cose stanno cambiando nella mia vita. Fra poco lascerò per sempre Avellino e andrò a vivere in una casa con giardino perché desidero recuperare il mio rapporto con Madre Natura. In questa fase mi sto rendendo conto dell'eccesso di oggetti che ho accumulato in questi anni, e l'unico desiderio che ho è di disfarmene: non voglio zavorre, voglio essere LIBERA! Ma di questo parlerò in un altro post. Oggi voglio inaugurare una nuova rubrica che chiamerò "Il fischietto di stagno" ispirato dal libro di mio fratello che ho ritrovato fra le mie cose. Il titolo della raccolta di brevi racconti è dedicato a Betty Williams che ha usato come arma di pace, appunto, un fischietto di stagno. Inauguro la rubrica con il racconto: L'ultima lettera di Camillo Torres L'ultima lettera di Torres è inventata dall'Autore (Paolo di Somma) però riproduce la realtà storica del personaggio: nato in Colombia, fu sacerdote cattolico, morì in battaglia il 15 febbraio del 1966. Convinto che il Cristianesimo fosse un impegno di vita incentrato del tutto sull'amore del prossimo, optò per la rivoluzione armata per cambiare le strutture economiche, politiche e sociali del suo paese. Sto qui sui monti cara mamma. I miei soldati sono tutti intorno a me. Siamo braccati da ogni parte. La ragione sta nella forza. Noi siamo pochi. La mia morte sarà domani, all'alba, quando ci attaccheranno. La notte dispensa tutte le sue bellezze. A mille le stelle ci fanno compagnia. Esse soltanto sono pietose della nostra sorte. Insieme con te che sei lontana. In questo momento ricordo la mia Prima Messa. Ricordo la folla nel tempio. Ricordo le parole del Vangelo. - Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Hanno odiato me, odieranno anche voi. Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia. Beati i perseguitati a causa della giustizia...- Come è diverso il tono delle parole di Cristo stanotte. Sento contro di me l'urlo della folla ebrea: -crocifiggilo, crocifiggilo!- Io domani sarò crocifisso. Non mi condannare, mamma, se mi sono schierato dalla parte dei rivoluzionari. Il Cristo sta su questi monti. Tra i miei soldati affamati. Con quelli che soffrono nei tuguri. Con quelli che patiscono l'ingiustizia. Impallidiscono pian piano le stelle. Si vede di lontano, da dietro ai mo0nti, la prima luce dell'alba. Addio mamma. Prima di morire griderò il tuo nome unito a quello di Cristo.Pubblicato da Tisbe | Commenti (17) Tag: riflessioni, sogni, storie, rabbia, attualità, spiritualità, il fischietto di stagno                                                             
Il Terzo Mondo ci precede
Tue, 16 Jun 2009 15:53:34 +0200

Qual'è la forma migliore di governo? Chiedono continuamente i teorici. Formulata così la domanda impone la risposta: l'aristocrazia. Il governo dei migliori è la migliore forma di governo, l'Occidente fin dall'alba dei tempi non ne ha mai conosciute altre. Sempre e ovunque nella nostra cultura, gli aristocratici si considerano degli uguali, fratelli d'armi sottoposti alla dura legge dei duelli, a quella dell'equivalenza dei patrimoni per una concorrenza selvaggia e dei concorsi spietati tra gli essere meritevoli... bisogna sempre formare o imitare l'ideale dell'uomo, cioè il migliore possibile: per nascita, per ricchezza o per intelligenza. Quando si conosce solo attraverso gli esempi o si agisce soltanto tramite i modelli, come evitare la competizione, cioè l'aristocrazia e l'ineguaglianza? Si ottimalizza allora una tendenza, selezionata: crescono le armi, le ricchezze o i meriti, inizia la corsa, affinché la forza o il patrimonio o il talento, domini il campo. Perché le cose migliori dovrebbero avere ritegno? Ora noi scopriamo a tutt'oggi la seguente ma antica ovvietà: che la Terra non può dare a tutti i suoi figli ciò che i ricchi le strappano. C'è penuria. Mentre i nostri modelli aristocratici costanti incentivano ed ottimizzano questa o quella tendenza perché invada lo spazio, la vera democrazia, quella nella quale io spero, umilia o minimizza tale tendenza o la suddetta forza. Godere di una potenza e non valersene: ecco l'inizio della saggezza. Della civiltà! Filosofia politica del ritegno: la sola uguaglianza pensabile ormai suppone, non come difetto di ricchezza, ma in quanto valore positivo, la povertà. Il Terzo Mondo ci precede. Partiamo Qualcosa di nuovo sotto il sole, altrove. (Michel Serres - Il Mantello di Arlecchino)Pubblicato da Tisbe | Commenti (12) Tag: politica, riflessioni, letteratura, filosofie, attualità                                                             
Uno spassionato consiglio ai terroristi italiani
Mon, 15 Jun 2009 09:11:41 +0200

E' di questi giorni la sentenza di condanna a 14 appartenenti al Partito comunista politico-militare. A costoro, e ai presunti terroristi ancora in libertà mi sento di dare uno spassionato consiglio. Questo paese non merita il vostro sacrificio. E, per non dar adito a fraintendimenti, sottolineo che mi riferisco a quel genere di sacrificio descritto abilmente da György Lukács: il terrorista, uccidendo, «sacrifica per i suoi fratelli non solo la sua vita, ma anche la sua purezza, la sua morale, la sua anima». Egli sa di commettere un crimine e non ha alcun dubbio che «in nessuna circostanza l’omicidio deve essere approvato», ma sa anche che esso, tuttavia, «può avere, tragicamente, una natura morale». Perché il carcere, le torture, sono terribili, ma sono più sopportabili rispetto alla perdita della propria purezza morale. Per chi, dunque, sacrificare le vostra libertà, la vostra vita e la vostra anima? Per un gregge di pecore che vota Pdl e sceglie un soggetto come Silvio Berlusconi per farsi rappresentare istituzionalmente? Ma ve lo siete chiesti? Ne vale la pena? Vale la pena sacrificarsi per questa gente? Ordunque, io vi dico, lasciate che questo stupido gregge di pecore non aduso  alla libertà, si lasci guidare dal suo folle pastore verso un precipizio senza ritorno. Lasciate che le punte acuminate degli abissi squarcino le budella di questi erbivori senza spina dorsale, in modo che le altre pecore possano sentire l'olezzo nauseabondo della morte. Le pecore non sanno vivere in libertà! Sempre hanno bisogno di qualcuno che le guidi, e  a liberarle dalla schiavitù che tanto amano, non si riceverà alcuna gratitudine, perché esse correranno a cercarsi un altro pastore. Solo quando l'italiano medio si sarà evoluto dalla stadio di pecora, si potrà aspirare ad una società migliore, ma fino ad allora, cari terroristi italiani, il vostro sacrificio è inutile. Pensate a voi ed alla vostra vita, alle vostre famiglie e al vostro futuro, non rinunciate per un gregge di ingrati al diritto e alla gioia di vivere. Ricordatevi sempre le parole di Patrizio Peci quando, uscito di prigione poté osservare bene gli italiani: Ma noi a questi qua gli volevamo far fare la rivoluzione? E ricordatevi le parole di Ascanio Celestini: Il popolo da noi una scelta l'ha già fatta! La democrazia, la libertà, non gli interessa: preferisce pulirsi il sedere! Altro link utile: L'apologeta del terrorismo e l'Etica occidentale Binomio inaccettabile: omicidio e ideologia Pubblicato da Tisbe | Commenti (95) Tag: politica, riflessioni, consigli, filosofie, attualità                                                             


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